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In evidenza

 
L’abbucciato aretino è il pecorino a latte crudo più famoso della nostra terra.
La crosta si presenta pulita e la pasta, il cui colore passa da bianco latte ad giallo paglierino in base alla stagionatura, presenta all'interno un’unghia piuttosto marcata (da cui il nome abbucciato aretino) e mostra la tipica occhiatura irregolare della lavorazione a latte crudo.
In bocca la struttura risulta morbida, elastica e solubile al gusto si avverte una gradevole sensazione di dolce che alla fine viene avvolta da un piacevole gusto leggero di amaro.
La produzione è regolata da un disciplinare di produzione a cui i pastori si attengono fedelmente per ottenere l'abbucciato aretino. L'APA controlla la corretta applicazione del disciplinare fino a mettere il marchio abbucciato aretino sulle forme.

 
 
La coltivazione della patata in Casentino fu incentivava agli inizi del XIX secolo dai Lorena con un editto che ne propagandava la coltura al fine di porre rimedio alle numerose carestie che affliggevano il Granducato.
La Patata Rossa di Cetica si contraddistingue nettamente dalle altre varietà coltivate nel territorio italiano.
La pianta è caratterizzata da fiori di colore lilla – roseo con sepali di colore verde, rivestiti da pelosità bianca.
I tuberi sono di media pezzatura con forma rotondo ovale ed epidermide liscia di colore rosso intenso e con occhi profondi dal fondo rosso scuro. La pasta è di color bianco latte, con grana fine e compatta e presenta frequentemente delle venature di colore rosso in corrispondenza delle cellule del cambio ed in prossimità dei germogli.
Il 30 maggio 2005 è stato costituito il Consorzio Patata Rossa di Cetica che riunisce alcune aziende del territorio casentinese nei comuni di Castel San Niccolò, Montemignaio, Poppi, Ortignano Raggiolo, Castel Focognano e Talla, tutte situate al di sopra della quota altimetrica di 450 metri s.l.m..di porre rimedio alle numerose carestie che affliggevano il Granducato.

 
 
 
 
Coltivato dagli etruschi fin dal VI sec A.C., l’olivo è la pianta più conosciuta sia per i luoghi di storica memoria che evoca, che per gli alti valori simbolici ad esso attribuiti fin dai tempi iùi antichi.
La coltivazione dell’olivo rappresenta una delle attività più importanti dell’agricoltura aretina ed è ampiamente diffusa su larga parte del territorio provinciale.
L’olio è il gioiello del territorio aretino: ha un colore tipico tendente al verde e un sapore fruttato pieno e aromatico, privo di qualsiasi difetto. Per la bassissima acidità che presenta, inferiore allo 0.3%, tutta la produzione aretina rientra negli oli classificati extravergine di oliva. Essere al limite della zona climatica di coltivazione se da una parte è un fattore di rischio dall’altra è elemento di qualità. Infatti le caratteristiche delle varietà coltivate vengono esaltate dal clima e dal terreno, ed è limitata l’incidenza di malattie.

 
 
La Chianina è una delle più antiche ed importanti razze bovine d'Italia. E' il bovino più grande al mondo.
Razza autoctona, o quantomeno esistente da tempo immemorabile, è conosciuta ed apprezzata fin dall'antichità: Etruschi e Romani usavano animali dal candido manto nei cortei trionfali o peri loro sacrifici agli dei. L'uomo ha sempre ammirato questo animale per la sua bellezza, il temperamento vivace, la sua attitudine al lavoro e per la qualità della carne.
La Chianina oggi è un grande vanto per il nostro territorio. Questa razza è tra le più pregiate e conosciute al mondo e la continua selezione genetica ha portato ad avere animali da carne di grande pregio.
La chianina ha il marchio IGP riconosciuto dalla Comunità Europea (Indicazione Geografica Protetta Vitellone Bianco Appennino Centrale - Chianina). Per fregiarsene la carne deve provenire da bovini di pura razza Chianina di età compresa tra i 12 e i 24 mesi, che abbiano avuto una alimentazione naturale controllata.
In macelleria deve essere esibita la “carta d’identità” della carne, con indicazioni sull’allevamento di provenienza e data di macellazione.

 
 

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