LA MUSICA E LA FESTA SENZA BARRIERE

Orchestra multietnica

Associazioni del territorio unite in un progetto dedicato all’incontro con rifugiati e richiedenti asilo

Raccontarsi in musica. Suggerire percorsi di dialogo e integrazione attraverso i linguaggi delle Muse, il risuonare del corpo e della voce insieme a quello degli strumenti musicali, le infinite variabili di un ritmo che è spazio di condivisione e d’invenzione. È quanto si sta realizzando in questi giorni ad Arezzo grazie ad un progetto ideato da un insieme di cooperative e associazioni del territorio, valorizzando quegli aspetti delle storie e della cultura, quelle competenze immateriali che, in assenza di confronto, non trovano spazio per essere espresse né per creare quei legami tra esseri umani che sono di loro pertinenza.

Progetto Sprar (Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati) di Provincia di Arezzo e Arci, il gruppo “Cento Fiori” (Koinè, Beta 2, L’albero e La Rua, Consorzio Comars, La Tappa e Pronto Donna), Karemaski, Officine della Cultura e Orchestra Multietnica di Arezzo. Partner del progetto con l’anima musicale che vede coinvolti, insieme ai musicisti dell’orchestra, 30 richiedenti asilo e rifugiati residenti ad Arezzo. Molte le provenienze di questi ragazzi e ragazze, donne e uomini con esperienze pregresse tra musica, canto, danza e teatro, il più anziano dei quali ha 35 anni, il più giovane appena la maggiore età.

Nigeria, Mali, Costa d’Avorio, Senegal, Gambia e Guinea i paesi di provenienza, luoghi che trovano nel progetto una straordinaria occasione di permanenza nel vissuto, tra memoria, cultura e, insieme, di necessario confronto.

Il progetto, che trova spazio ogni venerdì presso la Casa delle Culture, si concluderà giovedì 25 maggio nei locali del Karemaski Multi Art Lab, a Ripa di Olmo. Una vera e propria occasione d’incontro e di festa, con la musica protagonista, a cui chiunque potrà prendere parte.

 

16/05/2017